[REVIEW] Anthem

La caduta degli dei.

Dopo la delusione di Mass Effect: Andromeda, BioWare riprova a conquistare i propri fan con un progetto molto diverso da quello a cui i giocatori sono stati abituati nel corso degli anni. Un MMORPG, game-as-service, che prende il nome di Anthem, titolo in sviluppo da ben 6 anni e che finalmente ha visto le luci del giorno nel corso del mese di febbraio del 2019. Le premesse erano quelle di avere un gioco diverso da tutti gli altri, con una verticalità mai vista prima grazie al volo libero degli strali ed un mondo in continua espansione. Purtroppo, non tutto sembra essere andato come auspicato dagli sviluppatori.

L’inno della creazione

Il fulcro della trama di Anthem è l’inno della creazione, uno strumento potentissimo che gli dei utilizzarono per scolpire il mondo prima di sparire misteriosamente. Le vicende del nostro personaggio si aprono durante l’espansione di un terribile cataclisma, il Cuore della Furia, che rischia di inghiottire l’universo. Chiamati a far fronte a questa emergenza, insieme a due compagni che ritroveremo in seguito, le cose precipiteranno rapidamente. Tante perdite, amicizie infrante, ma con il risultato di essere riusciti a fermare l’espansione della piaga.

Ben tre anni dopo ci ritroviamo a Fort Tarsis, hub principale del gioco, intenti a svolgere a la nostra amata routine da specialista, che ben presto sarà nuovamente stravolta. Un gruppo di rivoltosi, il Dominio, guidato dallo Scrutatore, ha intenzione di riaprire il terribile cataclisma che anni addietro aveva minacciato la distruzione del mondo, utilizzando quindi l’inno della creazione per assimilarne tutti gli incredibili poteri.

La storia scorre senza particolari intoppi, ma senza mai coinvolgere fino in fondo veramente il giocatore. Una narrazione scialba e telefonata, dove trova spazio un singolo colpo di scena, ma neanche troppo mozzafiato. La particolarità della storia, inoltre, è proprio il nemico principale: lo Scrutatore. Presentato in pompa magna con trailer che minacciavano l’incontro con il villain più cattivo della storia, incontreremo il povero capo del Dominio soltanto una volta, in uno scontro anch’esso troppo lungo e noioso, a causa delle meccaniche di gioco che danzano tra bug e ripetitività.

Specialisti e Strali

In Anthem vestiremo i panni di uno specialista con a disposizione ben quattro strali: Guardiano, Tempesta, Colosso ed Intercettore, tutti ben bilanciati e studiati per essere sempre complementari tra di loro.

Il Guardiano è forse il più semplice da utilizzare: volo standard e possibilità di lanciare granate, razzi e raggi laser, oltre all’utilizzo di un buon armamentario di bocche da fuoco. Tempesta, d’altro canto, è molto più vicino al ruolo di support, grazie ad un volo stazionario molto più lungo rispetto alle altre classi e alla possibilità di utilizzare quanti più inneschi possibili, anche con la Ultimate (mossa finale).

Il Colosso invece è considerato il tank, con la possibilità di utilizzare uno scudo fisico al posto del classico scudo d’energia delle altre classi. La particolarità del colosso, inoltre, è la possibilità di utilizzare armi non disponibili per gli altri strali, come mitragliatrici pesanti e lanciagranate. Infine, l’Intercettore è totalmente votato al corpo a corpo, per i combattimenti più ravvicinanti con i nemici di piccolo taglio.

Grafica mozzafiato ma gameplay mediocre

Il comparto tecnico di Anthem è semplicemente straordinario, forse la miglior espressione della current-gen. Paesaggi mozzafiato, strali rifiniti nei dettagli, personaggi e nemici sempre ben caratterizzati per quanto riguarda il loro aspetto. Purtroppo l’eccellenza del comparto grafico non viene accompagnato da un gameplay altrettanto stupefacente.

Parlando del gameplay, le uniche due cose che si possono considerare riuscite sono il sistema di volo e le combinazioni di innesco-detonatore. “Simulatore di Iron-man” qualcuno lo ha simpaticamente definito, ma Anthem riesce proprio in questo: far sentire il giocatore Tony Stark nella sua armatura da Iron-Man in giro per un mondo di gioco all’apparenza vasto e sconfinato.

Le note di merito purtroppo finiscono qui, perché il gioco oltre ad essere tempestato di bug, presenta anche falle importanti a livello strutturale, come la massiccia presenza di caricamenti di mappa, modalità di gioco, missioni e quant’altro. In un’ora di gioco di Anthem passerete almeno 15 minuti nella schermata di caricamento se non sarete muniti di un SDD o comunque di un hard disk meccanico molto veloce.

Fort Tarsis, inoltre, diventerà ben presto il vostro incubo peggiore: muoversi a passo di lumaca per parlare con NPC che quasi mai avranno storie davvero interessanti da raccontarvi ucciderà in breve tempo la vostra voglia di continuare a scoprire i segreti celati dal mondo di gioco.

No Loot No Party

Come per la storia e per Fort Tarsis, il loot di Anthem è essenzialmente noioso. Pochi archetipi di armi, poche abilità e sopratutto poco loot. Il gioco, inoltre, si prende la libertà di nascondere il loot durante le missioni o il gioco libero, consentendovi di scoprire cosa avete ottenuto soltanto dopo aver completato l’attività ed essere entrati nella Forgia. Questione di ben 2 o 3 schermate di caricamento in più prima di poter vedere quale nuova scintillante attrezzatura abbiamo recuperato in giro per il mondo.

E se avessi preso un gran bel pezzo di fucile e volessi testarlo al volo? Niente di più semplice! Altre 2 o 3 schermate di caricamento e saremo pronti a sparare per la prima volta con la nostra nuova arma! Ma siamo stati sfortunati e questa nuova bocca di fuoco non fa proprio al caso nostro, meglio quindi tornare all’equipaggiamente precedente, d’altronde abbiamo bisogno solo di altre 3 schermate di caricamento per tornare al loadout precedente.

Problemi strutturali importanti, quindi, che si sposano alla perfezione con la minima caratterizzazione del nostro strale. Pochissime armature alternative e l’impossibilità di scegliere minuzionosamente il colore che vogliamo tramite un selettore HEX o RGB, fanno si che ben presto comincerete a vedere gli strali sempre più simili tra di loro.

Un end-game inesistente

Portata a termine la storia, il nostro compito sarà quello di portare al livello massimo i nostri strali, ripetendo in continuazione sempre le stesse tre roccaforti attualemente presenti nel gioco. Non so come gli sviluppatori abbiano potuto pensare che questo potesse tradursi in un end-game soddisfacente, ma è chiaro che i giocatori e BioWare abbiano visioni totalmente diverse di quello che sia un MMORPG. E purtroppo questo è davvero tutto quello che c’è da dire sull’end-game di Anthem.

In conclusione
Anthem è tutto quello che un RPGMMO non dovrebbe essere nel 2019. Scarso di contenuti, avvolto da una storia piuttosto banale, pieno zeppo di bug ma soprattutto con il loot più noioso di sempre. Tra 6 mesi il gioco potrebbe migliorare, ma chi ci sarà ad attenderlo?
Grafica9
Gameplay4
Colonna Sonora8
Lati positivi
Il volo è fluido è ben architettato
Lati negativi
Storia noiosa
Poche attività e tutte ripetitive
Loot scarso e poco interessante
Caricamenti asfissianti
Bug, bug e ancora bug
5.5
Punteggio